Il Falso Mito della Pelle Sostenibile

Il Falso Mito della Pelle Sostenibile

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Pelle vs Pelle Vegan 

Nell’epoca in cui il dibattito sulla sostenibilità è un tema ampiamente affrontato, uno degli argomenti principali portati avanti da chi sceglie di acquistare prodotti in vera pelle è che, quest’ultima, sia un materiale “naturale” e sicuramente meno dannoso della finta pelle o “pelle vegana”, la maggior parte della quale ha origine sintetica.

Questo è stato uno dei temi caldi nell’ambito della moda sostenibile e, sebbene gli effetti dannosi della concia dei pellami siano noti a tutti, c’è chi resta ancora fermamente convinto che l’utilizzo di pelli animali, rispetto a quelle vegane, rappresenti comunque il male minore.

Impatto ambientale a confronto

La pelle vegana non è solo animal-friendly, il che è fondamentale per noi, ma è anche più ecocompatibile rispetto alla vera pelle.

Lo dimostra lo studio “The Pulse of The Fashion Industry” datato 2017, pubblicato dalla Global Fashion Agenda, forum di riferimento a livello globale focalizzato sulla sostenibilità della moda, in collaborazione con il Boston Consulting Group, un’importante consulente globale per quanto riguarda la strategia aziendale.

All’interno delle 134 pagine di rapporto ci sono dati e cifre piuttosto importanti che riguardano l’impatto ecologico della pelle animale e di quella sintetica.

Il rapporto discute il futuro dell’industria della moda alla luce delle conoscenze e dei dati raccolti (e condivisi dalla ricerca) sullo stato attuale dell’impatto ambientale del settore fashion.

Il grafico che segue mette a confronto vari materiali utilizzati dall’industria della moda, paragonando l’impatto dell’intero processo produttivo delle materie prime utilizzate.

Considerando l’impatto ambientale dell’ intero ciclo di vita del prodotto, i materiali con il maggior effetto negativo sono di origine animale, primo fra tutti la pelle, la quale supera di ben 11 posizioni il Polyestere, sua controparte di origine sintetica ed il Poliuretano (PU) di 5 gradini.

Il giudizio viene dato sulla base di cinque fattori: scarsità idrica, riscaldamento globale, eutrofizzazione, esaurimento delle risorse abiotiche e sostanze chimiche.

L’impatto della pelle sintetica è drasticamente minore rispetto a quello della pelle bovina, la quale necessita di un impiego di risorse molto più dispendioso rispetto alla maggior parte dei materiali esaminati.

Grazie a questa ricerca la discussione non è più circoscritta solamente all’aspetto etico dello sfruttamento animale nel settore della moda, bensì ampia il suo focus per lasciar spazio a nuove considerazioni di tipo ambientale: è veramente necessario che la moda utilizzi materie prime di origine animale a discapito del nostro ambiente?

Secondo il rapporto, per ridurre il nostro Carbon Footprint, bisognerebbe prendere in seria considerazione i materiali alternativi alla pelle animale.

Sono sempre di più le aziende che stanno studiando e già utilizzando materiali vegan sostitutivi al classico Polyestere e PU come ad esempio il Pinatex, Appleskin, PET riciclato, materiali già largamente impiegati per la produzione di calzature, borse, e abbigliamento.

Molti di questi materiali coinvolgono l’impiego di scarti dell’industria agroalimentare come le bucce di mela o il mais, scarti delle piantagioni d’ananas o di banano ed in questo modo riducono l’impiego di componenti sintetiche a favore di altre più naturali.

Un cambiamento deve avvenire per rendere il settore della moda più sostenibile e le possibilità di lasciare da parte la pelle animale ci sono. Bisognerebbe perciò sfruttarle, soprattutto alla luce del maggiore impatto ambientale che la pelle ha rispetto agli altri materiali.

Sul nostro portale troverete una vasta selezione di brand cruelty-free con articoli stupendi, alla moda e attenti all’ambiente.

Noi siamo certi che il futuro sia per una moda etica e sostenibile, e voi?

Veronica 🌻


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